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Danzare la Terra, residenza artistica con Maristella Martella a Corsano (Le) , dal primo al 7 agosto

 

Il Salento, Corsano, apre le porte alla IV edizione della Residenza artistica e didattica DANZARE LA TERRA, dedicata alle danze popolari del sud Italia, con la danzatrice e docente Maristella Martella, dall’1 al 7 agosto. La residenza è organizzata dall’asd Tarantarte in collaborazione con il Comune di Corsano, la Pro Loco di Corsano e il Lug Identità Giovanili. Il progetto alla sua IV edizione nasce dalla necessità di intensificare lo studio, la ricerca e la formazione con i danzatori e gli appassionati di danze popolari che seguono Maristella Martella e la scuola Tarantarte negli atelier di danza e nei corsi in diverse città italiane e all'estero tra cui Roma, Milano, Parigi, Basilea, Tangeri, Bologna e Lecce.

La Residenza si avvale della presenza di maestri, artisti e studiosi che partecipano attivamente nell’approfondimento e nell'interpretazione degli aspetti musicali, coreutici, rituali-teatrali, performativi. Quest'anno la residenza ospiterà Placida Staro, etnocoreologa e musicista, Vincenzo Santoro e Giovanni Pellegrino, operatori culturali, e Gino L.Dimitri ,storico della scienza.

Sette giorni intensi di danza, musica, incontri e performance, un’occasione di studio e di incontro con la cultura locale, di condivisione del tempo e dei luoghi che abiteremo- sottolinea Maristella Martella, insegnante, danzatrice e coreografa di danze popolari del sud Italia tradizionali e “reinterpretate”, ballerina solista del Festival de La Notte della Taranta nelle edizioni del 2006, 2010, 2011 e 2012, 2013 e coordinamento coreografico nelle edizioni 2011 , 2012, 2013, e che negli anni ha elaborato un personale metodo didattico, uno stile che la caratterizza sia nell’insegnamento che nell’interpretazione della danza della pizzica salentina.

Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo delle danze tradizionali italiane, pur non avendo precedenti studi musicali o di danza. Le lezioni condurranno gli allevi in un itinerario danzante attraverso alcuni importanti luoghi della memoria: il Salento, il promontorio del Gargano, la Campania e la provincia di Reggio Calabria. Dalla pizzica pizzica alla tamurriata campana, dalla tarantella del Gargano a quella calabrese (stile reggitano). Il programma prevede: contestualizzazione storica e geografca delle danze popolari del sud Italia; riscaldamento fisico; avvicinamento alla danza attraverso l’esplorazione degli elementi base di questadisciplina: corpo spazio dinamica relazione; Pizzica-pizzica: passi base e posture; Ggestualità e intenzioni nella danza salentina; danza di coppia e di corteggiamento e uso del fazzoletto; la ronda e le sue dinamiche;i mprovvisazione guidata. A conclusione della Residenza, la performance finale si terrà in un' aja, in piena campagna.

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(foto in alto Daniele Met Photographer)

 

Gli ospiti della quarta edizione

 

 

Placida Staro, violinista, etnomusicologa, e ricercatrice di fama internazionale, è stata la prima etnocoreologa in Italia. E’ fondatrice dell’ Associazione “E bene Venga Maggio” che opera sul territorio di Monghidoro, Monzuno e Loiano dal 1982 per la promozione, la conservazione e la diffusione della cultura montanara,attraverso la creazione di luoghi e momenti di incontro, di formazione culturale, quali stage e corsi sulla danza tradizionale e la musica, ma anche promuovendoiniziative atte a far conoscere le realtà culturali locali, attraverso l'organizzazione di rassegne, concerti, conferenze e spettacoli. www.ebenevengamaggio.it

Vincenzo Santoro, operatore culturale, ha organizzato numerose iniziative (concerti, convegni, dibattiti, festival, corsi ecc) sul "movimento della pizzica" e sulla cultura popolare, con particolare riferimento al Salento e al Mezzogiorno. Ha curato numerosepubblicazioni sul tema e dal 2007 è il coordinatore del progetto Archivio Sonoro delle tradizioni pugliesi.

Gino L. Di Mitri è storico della scienza presso l’Università del Salento. Esperto settecentista e dei sistemi di classifcazione zoologica e botanica, ha pubblicatonumerosi saggi scientifci e monografe. Recente la sua 'Storia biomedica del tarantismo nel XVIII secolo' (Olschki, Firenze 2006).

Giovanni Pellegrino, singolare figura di intellettuale “di base” e instancabile ed estroso operatore culturale, mise in essere, negli anni '70 e '80 una serie di azioni fnalizzate a contrastare l'impoverimento culturale e la perdita della “memoria” delle piccole comunità salentine, che avrebbero lasciato il segno e che in molti casi posero le basi per il “rinascimento” degli anni '90. In particolare, Pellegrino lavora  molto alla “reinvenzione”delle feste popolari, che stavano perdendo gradualmente le specificità e le funzioni.

 

 
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