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ROMA, LE SFUMATURE DEL FLAMENCO. STORIA E FUTURO

Il sabor di Spagna, il suo ritmo massimo, il flamenco, i suoi colori, e le sue vibrazioni i  sono di casa dall’8 fino al 16 gennaio all’Auditorium Parco della Musica con cinque date uniche, con il nuovo Festival del Flamenco prodotto dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Roger Salas e la consulenza di David Lopez, realizzato con il sostegno del Ministerio Educaciòn, Cultura y Deporte de España – Instituto Nacional de las Artes Escénicas y la Música (INAEM) e la collaborazione dell’Ambasciata di Spagna e dell’Istituto Cervantes.

 

Si comincia l'8 gennaio con " Cathedral" con Patricia Guerrero ,spettacolo vincitore alla Biennale di Siviglia 2016. In un’ambientazione che ricorda una chiesa, la bailaora affronta un dibattito tra fede, colpa, oppressione e liberazione guidata da due ‘voci’: i ritmi flamenchi live e la litania di due cantanti liriche. Bailaora prodigio, Patricia Guerrero a otto anni era già sul palcoscenico. A quindici anni vince il Flamenco City Art Contest di Ubrique e a  soli diciassette anni, vince il prestigioso El Desplante al Festival Internazionale di Cante de las Minas. Appena ventenne il regista Carlos Saura la vuole come solista dello spettacolo Flamenco Hoy con cui calca i maggiori  palcoscenici in giro per il mondo tra cui il City Center a New York. In seguito Saura la chiama per girare la sua pellicola Flamenco Flamenco dove Patricia Guerrero appare ballando per guajira, insieme a Arcángel e ai coreografi e ballerini Rafael Estévez e Valeriano Paños. Patricia Guerrero è oggi la prima figura del ballo  flamenco della sua generazione e vanta un palmarès di due Premi Giraldillo, il riconoscimento per eccellenza in ambito flamenco.

 

Si prosegue , il 9 gennaio, con Rafael Campalo e lo spettacolo " Sin Renuncia”. Renuncia, rinunciare, vuol dire abbandonare, perdere il diritto a ciò che è proprio. Sin, senza, indica mancanza o carenza.  Sin renuncia è non abbandonare mai un modo di sentire, valorizzare ciò che è già stato vissuto come parte della creazione, stabilire una relazione con l’avanguardia, il nuovo, le tendenze attuali.Un ballo dalle radici antiche, ancorato alla tradizione, eppure stilizzato e moderno, una miscela che dimostra quanto sia insensato propendere per l’uno o l’altro estremo. Con Sin Renuncia Rafael Campallo comprime nello spazio di una serata un viaggio durato oltre duecento anni.

Terzo appuntamento Son,  12 gennaio, con la compagnia Nova Galega de Danza che  rappresenta una delle più interessanti realtà della danza spagnola. Con la direzione artistica di Jaime Pablo Díaz e Carlos Rodríguez, porta avanti da anni una ricerca che fonde dal vivo danza e musica galiziane, tradizione e avanguardia. L’incessante tensione creativa e la volontà di dare spazio a una proposta artistica singolare fanno di Nova Galega de Danza un laboratorio in cui ci si accosta ai balli tradizionali più puri per reinventarli e contribuire all’elaborazione di una danza contemporanea di spiccato carattere galiziano. In Son, l’ultima straordinaria creazione, il linguaggio coreografico utilizza passi e movimenti provenienti dalla danza tradizionale galiziana, dalla stilizzazione della danza spagnola, dalla danza contemporanea e dal flamenco. Nove danzatori esplorano territori sconosciuti a ciascuno di loro, trovando nuovi modi di comunicare al pubblico il proprio amore per la danza.

 

Il 15 gennaio è la volta di Alfonso Aroca con " Orilla del mundo". Alfonso Aroca è un pianista, compositore dalla triplice formazione: classica, moderna(jazz) e tradizionale (flamenco). Per oltre dieci anni si è dedicato alla ricerca sul flamenco e il piano e ha accompagnato grandi artisti tra i quali Juan Valderrama, Montse Cortés, Martirio, Dulce Pontes, Silvia Pérez, Josemi Carmona, Raimundo Amador, José Antonio Rodríguez, Chambao...Nel 2015 ha pubblicato il suo primo album, Orilla del Mundo, candidato dalla critica nazionale ai XVI Premi “Flamenco Hoy”, un lavoro che rimanda al punto di partenza primitivo della musica flamenca: Cadice e i suoi porti, il mare e gli aromi che dall’Africa, dall’America e dall’Oriente sono confluiti in Andalusia prima di diffondersi nel mondo. Nel 2016 – dopo il grande successo riscosso in Messico, Costa Rica, Francia e Spagna – Aroca ha vinto il “Filón Flamenco”, il premio accordato al miglior strumentista dal prestigioso Festival internacional del Cante de las Minas de La Unión.In seguito la sua fama è esplosa grazie al trionfo riportato nei più prestigiosi festival internazionali quali la Flamenco Biënnale olandese e il Flamenco Festival di New York. Attualmente combina la carriera di concertista con quella di docente presso l’ESMUC (Escuela Superior de Musica de Catalunya).

 

 

Gran finale, 16 gennaio, con  Manuel Linan e il   suo “Reversible”, uno spettacolo caratterizzato da una serie di coreografie ispirate ai giochi infantili che accompagnano l’interprete in un percorso di recupero dei suoi primi impulsi. Un viaggio emozionale attraverso le memorie d’infanzia. Una sosta al centro del proprio essere, nel nucleo della nostra essenza individuale.Manuel Liñán collabora come solista con varie compagnie e coreografi quali Merche Esmeralda, “La Tati”, Manolete, Paco Romero, Rafaela Carrasco, Nuevo Ballet Español, Teresa Nieto, Belén Maya. Nel 2012 ottiene il Premio Rivelazione nel XVI Festival di Jerez 2012 e viene candidato ai premi Max come miglior interprete maschile di danza. Liñán è anche noto per il suo lavoro come coreografo di alcuni spettacoli del Ballet Nacional de España (Angeles caídos e Sorolla), della compagnia di Paco Romero e del Nuevo Ballet Español (Cambio de Tercio e Titanium).Ha inoltre creato le coreografie per lo spettacolo Mujeres con Merche Esmeralda, Belén Maya e Rocío Molina, il gala flamenco Todo cambia con Belén López, Pastora Galván e le compagnie di Rafaela Carrasco, Belén Maya e Teresa Nieto. Nel 2015 collabora con l’Orchestra Nazionale di Spagna (OCNE).

Fino alla fine  del Festival è allestita negli spazi del Parco della Musica (foyer Petrassi)  la mostra fotografica   “De pies y manos  del fotografo Jesús Castañar, che riesce con i scuoi scatti a restituire alla danza spagnola la sua identità estetica concreta,mettendo in scena la sua " filosofia della danza".

Il festival del flamenco è uno dei grandi eventi di apertura  della nuova stagione della  Fondazione Musica per Roma che chiude con un segno positivo il quindicesimo anno di  attività.   Il 2017 segna infatti un +7% di presenze rispetto all’anno precedente con 395.000 spettatori (sono stati 369.000 circa l’anno scorso) e un aumento anche degli spettatori paganti che ha raggiunto quota 298.000 superando quelli del 2016 (di 287.000). A salire è anche il numero di eventi giunti a 617 tra concerti, il nuovo Festival Economia Come e la rassegna RETAPE, spettacoli, lezioni, laboratori e incontri a pagamento e gratuiti. Il Natale  ha registrato  oltre 40.000 presenze per i 59 eventi della programmazione della Fondazione. Si è chiuso e un altro anno pieno di soddisfazioni – dichiara l’AD José R. Dosal non solo per i numeri di presenze che sono la conferma dell’ottimo lavoro svolto ma anche per tutte le novità che abbiamo messo in cantiere e che fra poco prenderanno il via in questa seconda parte di stagione. Oltre ai grandi nomi in arrivo nei prossimi mesi come Bob Dylan, o dei primi artisti annunciati per la stagione estiva come Ringo Starr, Simple Minds, King Crimson, Pat Metheny, parlo dei due nuovi festival  , il Festival di Danza Spagnola e Flamenco ed Equilibrio , festival dedicato alla Francia, inoltre la rassegna RETAPE dedicata ai giovani talenti emergenti romani, e una grande stagione di jazz, musica di ogni genere e l’arrivo di un nuovo Festival dedicato alla Lituania”.

 

 

PROGRAMMA


Lunedì 8

Sala Petrassi ore 21

Patricia Guerrero

Catedral


Martedì 9

Sala Petrassi ore 21

Rafael Campallo

Sin Renuncia


Venerdì 12

Sala Petrassi ore 21

Nova Galega de Danza

Son


Lunedì 15

Sala Petrassi ore 21

Alfonso Aroca

Orilla del mundo


Martedì 16

Sala Petrassi ore 21

Manuel Liñán

Reversible


Foyer Petrassi

Dal 18 dicembre 2017 al 16 gennaio 2018

Mostra fotografdi Jesús Castañar

De Pies y Manos

 

 

www.auditorium.com

 

 
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