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IL BALLO COME RISCATTO SOCIALE NEL NUOVO FILM BABYLON SISTER

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Il regista italiano Gigi Roccati debutta sul grande schermo; eppure Babylon Sisters, al cinema dal 28 settembre, non sembra davvero opera di un esordiente, e ha già riscosso molto successo a festival e rassegne. Con leggerezza e ironia, contando anche sull'ottimo livello del cast, delle musiche e delle coreografie, il film racconta la difficilissima lotta per la casa e per il lavoro di un gruppo di immigrati a Trieste da diversi Paesi: India, Turchia, Cina, Croazia. Ma saranno le donne a vincere questa battaglia, creando una scuola di danza bollywood

 


di Livia Rocco

 

 

Il ballo è una risorsa formidabile, capace perfino di migliorare la società che ci circonda, oltre ogni aspettativa. Il messaggio arriva forte e chiaro agli spettatori del film Babylon Sisters, prima opera cinematografica di  Gigi Roccati, liberamente ispirato al libro “Amiche per la pelle” di Laila Wadia (Edizioni E/O). Nelle sale dal 28 settembre, Babylon Sister (di produzione italiana e croata) racconta una storia drammatica in cui la danza bollywood diventa uno strumento di riscatto sociale, in modo del tutto inaspettato. Attori strepitosi (professionisti e non),  colonna sonora eccezionale e coreografie accattivanti per un lavoro che ha già ottenuto diversi riconoscimenti.

Il ruolo dell'indiana Shanti è interpretato dall'esordiente Nav Ghotra, che nel film emerge anche come ballerina e rivela a Ballare Viaggiando la sua passione per la danza. “Naturalmente mi sono preparata bene per le coreografie del film, ma già in India, dove sono nata, seguivo molto questo tipo di danza”, spiega Nav. “E' comunque un modo di ballare che mi viene naturale, e ora ho intenzione di continuare con la danza bollywood”.

Gli eventi del film sono narrati dalla piccola Kamla, che si è da poco trasferita con i genitori in un palazzo fatiscente alla periferia di Trieste, abitato da altre famiglie di immigrati e da un vecchio professore burbero. Quando arriva la lettera di sfratto, determinati a non lasciare le proprie case, gli uomini reagiscono con rabbia alle minacce del padrone, mentre le donne si uniscono per salvare il destino delle proprie famiglie. Shanti svela il proprio dono di saper ballare come una star di Bollywood e, con l’aiuto di un’amica italiana, nasce il progetto di una scuola di danza. Questa sarà l’occasione di riscatto personale, familiare e collettivo, mentre la piccola Kamla riuscirà a sciogliere il cuore del professor Leone. “In questo tempo di migrazioni drammatiche, quando interessi geopolitici fanno economia delle tragedie umane, abbiamo voluto raccontare una storia diversa, che parla di nuove cittadinanze, e di persone che si uniscono per difendere i propri diritti e riscoprono la solidarietà e l’amicizia, proprio nella condivisione della sorte, con l'ironia e la gioia del vivere”, commenta il regista.

Ad interpretare il ruolo della piccola Kamla c'è Amber Dutta, finalista di Italian's Got Talent come ballerina bollywood. Insieme al padre (nella vita e nel film) Rahul Dutta e Nav Ghotra, che interpreta Shanti, compongono la famiglia Kumar, protagonista del film. Nel cast anche Renato Carpentieri, nella parte del professore Leone, Yasemin Sannino nel ruolo della turca Lule, la bravissima Nives Ivankovi che interpreta la croata Marinka, il ‘padrone fuorilegge’ Lorenzo Acquaviva e Lucia Mascino, il cui personaggio è ispirato a Monica Ghiretti, responsabile del centro di supporto sociale Microarea del quartiere di Ponziana.

Il regista ha inoltre deciso di portare in scena, accanto ad attori professionisti, persone prese dalla strada che interpretano loro stessi: dalle donne del quartiere di Ponziana, agli anziani dell’associazione “Rena Trieste Vecia”, fino ai ragazzi e ragazze del centro sociale “Casa delle Culture”. “E' stata un'esperienza unica, molto coinvolgemte – dichiara Roccati, che ha alle spalle una solida e varia esperienza nel campo dei documentari, dei cortometraggi e della televisione -. Non sono mancate le improvvisazioni e le situazioni particolari per quanto riguarda gli attori; per esempio la scelta di far interpretare la parte del padre a Rahul Dutta, che era venuto semplicemente ad accompagnare sul set sua figlia Amber”. Il film, per la sua completezza ma anche per la maestria con cui è stato girato, non sembra davvero opera di un esordiente, forse anche perchè il regista ha saputo scegliere come modelli maestri indiscussi del cinema: “Mi sono ispirato soprattutto al Vittorio De Sica di 'Miracolo a Milano''”, precisa Roccati.

L'altra grande protagonista di Babylon Sisters è la musica, composta da Peppe Voltarelli che è anche nel cast del film. Oltre al tema principale, Voltarelli è arrangiatore di due pezzi inediti scritti dalla cantante Yasemin Sannino, che interpreta il personaggio di Lule. Il leitmotiv delle danze del film, Mama Shanti, è un brano dal sapore bollywoodiano, cantato in hindi dalla stessa Nav Ghotra e composto da Voltarelli insieme a Paolo Baglioni.

Babylon Sisters è prodotto da Gino e Sarah Pennacchi TICO Film Company e Daniel Pek Antitalent,in associazione con Banche generali spa e Nuovo Imaie,con il contributo di MiBACT e Fondo Regionale per l’Audiovisivo Friuli Venezia Giulia e con il sostegno del Programma Media dell’Unione Europea, distribuito da Lo Scrittoio.

Il film ha riscosso grande successo di critica e di pubblico nei Festival e nelle rassegne in cui è stato presentato, tra cui Festa del Cinema di Roma, London Indian Film Festival, Pune International Film Festival in India, Trieste Film Festival, a Londra nella rassegna Cinema Italia UK, a Parigi nella rassegna De Rome a Paris e al Filmissimo Semaine du cinéma italiane a Nantes e ha ricevuto il Premio del Pubblico di #FrameItalia come Miglior Film al Festival Sguardi Altrove di Milano e il Premio del Pubblico come Miglior Opera Prima al Gallio Film Festival.

 

 
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