Il gioco è fatto, la piazza si è infiammata e svuotata, tradizione e contaminazione hanno avuto i loro spazi sotto il segno del clarinetto del maestro concertatore David David Krakauer , il compromesso con il mainstream e le esigenze Rai hanno avuto, come sempre il loro peso , generando uno " spettacolone" con interventi musicali talvolta inutili. Nella Notte della Taranta 2025 (Melpignano, 23 agosto) non sono mancati i momenti top con le voci dell'Orchestra della Notte della Taranta, Castrignanò e il fuoco del Canzoniere Grecanico Salentino. Un Corpo di Ballo rivoluzionato che ha fatto sentire una forte nostalgia per il maturo Corpo di Ballo de La Notte della Taranta che brillato in tante edizioni del Concertone. I messaggi di pace e di sostegno a Gaza hanno risuonato in modo costante accanto al ritmo dei tamburelli. Il nostro racconto
L'attesa e le aspettative per il Concertone, quest'anno sottotitolato " Sotto lo stesso cielo", sono sempre molto alte, e le dichiarazioni della vigilia sui contenuti e sugli obiettivi assolutamente meritevoli. La realtà non collima mai alle attese , e di questo dobbiamo forse farci una ragione. La piazza è stata piena, pronta a ballare, a seguire i ritmi della tradizione, a fare festa ma in queste edizioni Rai c'è sempre qualche corpo estraneo che distrae e che pone interrogativi. Di alcuni ospiti ci chiediamo il perchè. Serena Brancale, sicuramente d'acchiappo per un certo pubblico, ha devastato il suo brano dialettale All’acque, all’acque, regalando al pubblico un format vicino all'avanspettacolo napoletano. Il giovane Settembre è passato sul palco.... che passi l'estate in Salento e che balli la pizzica forse è un titolo ...
Abbiamo, invece, apprezzato l'impegno sentito di Ermal Meta e le sue parole sul valore della tradizione e l'invito a unirci sotto lo stesso cielo e anche lo stesso mare. Bella l'interpretazione di Anna Castiglia di Bedda ci dormi ma il suo brano Ghali fuori contesto. Suggestiva Tara, di origini palestinesi, e il suo messaggio musicale. Ma finisce qui.
Gli ospiti di " casa " non ci hanno deluso. Emozionante l'intervento di Sangiorgi, accompagnato dalle scene del un video inedito di Lu Carcaluru, brano dialettale del cantante salentino, girato da Edoardo Winspeare nelle campagne leccesi, e dedicato alla malattia degli ulivi nel Salento e alla perdita di ossigeno. Il video vede la partecipazione dell'etoile della Scala Nicoletta Manni e di Timofej Andrijashenko, e delle danzatrici della Compagnia Tarantarte di Maristrella Martella. Anche se il suo Lu Ruscio de Lu mare ha preso accenti melodrammatici.
Finalmente Castrignano (chi balla la pizzica non more mai), tornato sul palco di Melpignano dopo anni "polemici" di assenza. Un ritorno vigoroso capace di smuovere la piazza sui ritmi e riti tradizionali. Grande evento la partecipazione del Canzoniere Grecanico Salentino, in occasione della celebrazione dei loro primi 50 anni : voci, musica, danza un mix "indiavolato".
Grande l'impegno del maestro concertatore Krauker e del suo clarinetto che ha punteggiato quasi tutti i brani. Una scia di musicalità di altre parti del mondo si è incontrata con il ritmo della pizzica in modo abbastanza armonico.
La danza di Franzutti e del " suo " Corpo di Ballo. A parte la ricerca fllologica deil costumi risalendo al Salento del 1700, e ad alcuni quadri collettivi di un certo effetto, è mancata l'energia e l'unicità di alcuni danzatori del Corpo di Ballo de la Notte della Taranta, che sapevano aggredire il palco e l'anima del pubblico. Precisi , corretti , omologati tra loro , i danzatori di questa edizione a volte stridevano con l'entusiasmo della piazza.
Quasi un must gli appelli per la pace e per la salvezza di Gaza e gran finale con Calinitta il cui ritmo diffonde davvero pace nel cuore.
e.p.i
Foto dal sito www.lanottedellataranta.it