Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Fabio Mauri, (Roma, 1926 – 2009), tra i più importanti protagonisti dell'avanguardia italiana del secondo dopoguerra, e sono in programma mostre ed eventi per ricordarlo. E' possibile ,inoltre, consultare il Catalogo Generale Online di Fabio Mauri curato da Carolyn Christov-Bakargiev disponibile su www.fabiomauri.com. A maggio prossimo sarà disponibile la versione cartacea del catalogo, per i tipi di Allemandi (edizione italiana) e Hatje Cantz (edizione internazionale). Fino al 15 febbraio, Triennale Milano, la mostra di Fabio Mauri De Oppressione, a cura di Ilaria Bernardi. E a Carrara, fino al 15 marzo, Fabio Mauri. Arte e Ideologia.
In Triennale Milano è aperta fino al 15 febbraio la mostra di Fabio Mauri "De oppressione ", a cura di Ilaria Bernardi, avviando così le celebrazioni per il centenario della sua nascita che cade quest'anno. Il progetto è realizzato da Associazione Genesi in collaborazione con Triennale Milano e Studio Fabio Mauri. La mostra si concentra su un nucleo di opere iconiche realizzate tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Duemila capaci di portare in luce l’estrema attualità del lavoro dell’artista attraverso la centralità del tema dell’oppressione, nelle sue declinazioni legate alla cultura, all’identità e all’ideologia, indagando come nella storia e in diversi contesti geografici questi tre concetti siano divenuti motivi di sopraffazione.
Fabio Mauri è stato un autore capace di interrogare come pochi altri il “secolo breve” nelle sue contraddizioni, tra memoria, ideologia e potere delle immagini. Durante la mostra saranno attivate visite guidate, workshop e incontri educativi co-organizzati da Genesi insieme ai propri enti patrocinanti, tra cui Università Cattolica, FAI, Gariwo – la foresta dei Giusti e Robert F. Kennedy Human Rights Foundation Italia. Queste attività, pensate per un pubblico di tutte le età, offriranno strumenti di lettura non solo della poetica di Mauri ma anche dei temi universali che essa affronta, confermando la volontà dell’associazione di unire arte, riflessione critica e partecipazione collettiva.
L’Accademia di Belle Arti di Carrara (Palazzo del Medico) propone la mostra Fabio Mauri. Arte e Ideologia, 22 gennaio-15 marzo, che si sviluppa nell’ambito del progetto C.O.M. diretto da Angelo Capasso. La mostra di Carrara presenta un folto numero di opere attraverso cui la relazione tra arte e ideologia assume un carattere esplicito, dalle grandi installazioni, fra cui il capolavoro Il Muro Occidentale o del Pianto, assieme a una serie di disegni, sculture e alcune opere inedite del ciclo Formazione di un pensiero anarchico che nell’insieme contribuiscono a ricostruire un pensiero visivo che rivendica la sua forte attualità. L’arte, dice Mauri, “enuclea il senso più della scienza e forse più della filosofia. Fa stare in piedi il mondo verosimile, Dio, l’uomo, i sentimenti, i pensieri, il giudizio generale e particolare sull’enigma dell’universo. Perciò mi dico anarchico, perciò mi coltivo come artista” (Fabio Mauri, Formazione del Pensiero Anarchico, 1973).
FABIO MAURI- Nato a Roma il primo aprile del 1926, Fabio Mauri muove i primi passi nel mondo dell’arte all’inizio degli anni cinquanta esordendo nel 1954 con una mostra personale alla Galleria del Cavallino di Venezia dove espone i suoi primi dipinti e disegni su carta. Nel 1957 l’artista realizza il suo primo Schermo, opera germinale su cui si innesta tutta la successiva ricerca artistica. A Roma, Mauri affianca l’impegno nelle arti visive a quello di regista teatrale e collaboratore nella casa editrice dello zio Valentino Bompiani. Frequenta artisti e intellettuali dell’ambiente romano intorno a Piazza del Popolo, collabora a programmi televisivi, scrive canzoni e spettacoli teatrali, è vicino ai poeti del Gruppo 63 con alcuni dei quali fonda la rivista “Quindici”. Negli anni settanta Mauri sposta l’asse del suo lavoro verso una ricerca di segno ideologico. La prima opera a trattare questo tema è la performance Che cosa è il fascismo del 1971 seguita, a pochi mesi di distanza, dall’installazione con performance Ebrea in cui Mauri porta alla luce gli orrori prodotti dall’ideologia nazifascista. Molti sono i capolavori prodotti in questi anni in cui l’artista decostruisce la macchina ideologica mettendone in evidenza storture e aberrazioni. Dopo la storica performance Intellettuale (1975), in cui Mauri proietta il film Il Vangelo Secondo Matteo sul petto del regista Pier Paolo Pasolini, l’artista realizza una serie di installazioni con proiezioni di opere cinematografiche su corpi e oggetti: tutto il mondo è schermo e il raggio di luce, che trasmette forme proprie di pensiero su superfici non neutre che ne intercettano il segnale, modifica il senso dell’oggetto dando vita a nuovi significati. Nel 1979 Mauri inizia a insegnare presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, durante la quale dà vita, insieme ai suoi studenti, alle performance Gran Serata Futurista 1909-1930(1980) e Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca (1989). Nel 2000 fonda l’associazione Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo finalizzata alla produzione e alla conservazione delle opere e del suo archivio. Si spegne il 19 maggio 2009.
Foto Fabio Mauri ,particolare Rebibbia