"Io denuncio". Ricordando Matteotti e come nascono i fascismi

Uno spettacolo intenso, severo, emotivo e che ci mette in allerta. Finalmente a Roma, Teatro Vittoria, il progetto di teatro civile di Stefano Massini con  l'opera " Matteotti - Anatomia di un fascismo", regia di   Sandra Mangini. Grande protagonista Ottavia Piccolo, attrice potente, affiancata da  I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, guidati da Enrico Fink. Rievocate le ultime ore di  Giacomo Matteotti,  rapito e ucciso nel 1924 dopo un suo coraggioso discorso  in Parlamento, in cui aveva denunciato   brogli e pressioni elettorali  ma  soprattutto   aveva indicato  la deriva pericolosa che stava prendendo il paese.  Repliche al Vittoria fino  al 30 novembre. 

A cent'anni dalla sua morte,  un ricordo  forte  di Giacomo Matteotti,  politico coraggioso,  lontano da i compromessi, un carattere  fumantino ( lo chiamavano Tempesta"),  pronto a denunciare , nel 1924 in Parlamento,  i brogli elettorali, le pressioni, le minacce  e soprattutto  il vero volto del Fascismo nascente. “Io denuncio" , queste le parole con  le quali  firmò la sua condanna a morte.

Ottavia Piccolo, partendo dalla  ricostruzione di quelle ore terribili del 10 giugno 1924, in una Roma già à pronta ad aprirsi all'estate,  un pomeriggio qualsiasi , quando una "macchina da ricchi "  tese un agguato al parlamentare, disegna   il carattere indomito  di Matteotti,  il suo impegno politico , la sua lotta e la sua ricerca di dialogo  con i padroni , l'avvicinarsi del suo destino,  l'attesa e speranza  della moglie che va a cospetto dal grande capo, alla ricerca di notizie , e  la sua  presa di coscienza  di  essere ormai la vedova Matteotti. E di non volere , al futuro funerale, nessun segno del regime.

Ma c'è di più. Ci sono domande e risposte  su cosa sia il Fascismo, come la sua onda possa crescere  e contaminare gli animi,    richiamare favori e consensi .... C'è la paura alla base di tutto , la maschera dell'ordine e della legalità , la deriva violenta , la perdita di umanità. Ed è questa analisi che passa attraverso la storia dell'uomo Matteotti  che dobbiamo saper trattenere  per capire e contrastare , non essere presi di sorpresa, reagire. Ogni fascismo ha una veste diversa. Sta a noi capire. 

Ottavia Piccolo, con il suo monologo ha riempito   la sala di personaggi, di momenti , di storie  che  si sono intrecciate  intorno alla figura  di  Matteotti. Accanto gli   intermezzi dell'Orchestra di Arezzo, talvolta  toni sommesi, talvolta severi, talvolta vivaci...  Musicisti erranti  che vanno a  commentare gli attimi con le loro note. 

Al termine della prima romana, Ottavia Piccolo, ringraziando l' entusiasmo del pubblico, attento e ricco di applausi,  ha voluto ricordare  il suo  legame  con il Teatro Vittoria, creato e voluto da Attilio  Corsini, e tenuto vivo da tutta la sua squadra. " Abbiamo bisogno di teatri". L'attrice  ha voluto anche suggellare  la Giornata  Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre) leggendo  " La Ballata delle donne "  di Edoardo Sanguineti.

 ...."Perché la donna non è cielo, è terra carne di terra che non vuole guerra: è questa terra, che io fui seminato, vita ho vissuto che dentro ho piantato, qui cerco il caldo che il cuore ci sente, la lunga notte che divento niente. Femmina penso, se penso l’umano la mia compagna, ti prendo per mano".

Ester Paparozzi Ippolito

 Il tour  dello spettacolo " Matteotti. Anatomia di un Fascismo" prosegue attraverso l'Italia fino ad aprile

Gallarate - Centro Culturale del Teatro delle Arti | 4 dicembre Varzo - Teatro Alveare | 5 dicembre Concordia - Teatro del Popolo | 6 dicembre Modigliana - Teatro dei Sozofili | 8 dicembre Parma - Teatro del Cerchio | 9 dicembre Mondovì - Teatro Baretti | 10 dicembre Ciriè - Teatro Magnetti| 13 gennaio Tortona - Teatro Civico| 14 gennaio Omegna - Teatro Sociale| 15 gennaio Ivrea - Teatro G. Giacosa | 16 gennaio Savigliano - Teatro Milanollo | 27 gennaio Ferrara - Teatro Comunale | 28 gennaio Stradella - Teatro Sociale | 29 gennaio Pinerolo - Teatro Sociale | 4 febbraio Alghero - Teatro Civico | 5 febbraio Tempio Pausania - Teatro del Carmine | 4 marzo Udine - Teatro Nuovo Giovanni da Udine | 5 marzo Camponogara (Venezia) - Teatro Comunale Dario Fo | 6 marzo Mercato Saraceno - Teatro Dolcini | 21 marzo Polistena - Auditorium Comunale| 22 marzo Filadelfia - Auditorium Comunale Filadelfia | 25 marzo Livorno - Teatro Goldoni | Dal 26 al 29 marzo Ravenna - Teatro di Tradizione Dante Alighieri | 15 aprile Rosignano - Teatro Solvay |Dal 16 al 18 aprile Firenze - Teatro della Pergola | 19 aprile Narni - Teatro Comunale Giuseppe Manini | 23 aprile San Stino di Livenza - Teatro R. Pascutto.

 

 Credit foto Antonio Viscido

Lo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. Nasce da un testo di Stefano Massini, per la regia di Sandra Mangini, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer, percussioni), Luca Roccia Baldini (basso), Massimo Ferri (chitarra), Gianni Micheli (clarinetto e basso), Mariel Tahiraj (violino), Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian, le luci di Paolo Pollo Rodighiero, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria - Castelmonte onlus, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci. La durata dello spettacolo è di 70 minuti.

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