In libreria "Concerto per Opossum" di Paolo Logli ...quando la vita è musica

Atmosfera anni 70, elogio della musica  come valore assoluto,  lode all'amicizia, vita e scelte,  riflessioni sul tempo che passa. Tanti i contenuti del nuovo libro di Paolo Logli , Concerto per Opossum, Bolis Edizioni,  che racconta una bella e ricca storia  di quattro ragazzi romani , I Fiori Barocchi, che  suonano progressive rock, girano su un pulmino Volkswagen a fiori e credono che la musica sia l'unico linguaggio onesto che hanno trovato. Incidono un solo provino, poi il gruppo si disperde e quel nastro finisce in un archivio a prendere polvere. Nel 2008, trent'anni dopo, quella cassetta riemerge dentro un film di culto e diventa un successo inatteso. Andrea, Stefano e Giò — tre uomini con le vite sgangherate e i conti rimasti in sospeso —si ritrovano trascinati di nuovo sotto i riflettori di un'industria che li vuole trasformare in quello che non sono mai stati. Al centro di tutto, come un'assenza che pesa più di qualsiasi presenza, c'è Giampaolo: il quarto amico, il più dotato, il fantasma luminoso intorno a cui ruota l'intera storia.

Un libro pieno di musica  - note, parole,  ricordi, aspirazioni- scritto da un autore, regista e sceneggiatore,  che ha sempre vissuto a tu per tu con la musica .Un titolo simbolico: l'Opossum (il brano che diventa cult si chiama appunto Concerto per Opossum)   per chi non lo sapesse, come spiega lo stesso autore, è un marsupiale nordamericano noto soprattutto per fingere la morte quando si sente in pericolo, tattica evolutiva di sopravvivenza che con il progressive rock degli anni Settanta condivide una certa aria di famiglia. Da qui la costruzione di un romanzo   che è molte cose insieme: storia di formazione al contrario, bilancio generazionale, elegia senza lacrime, e  una delle rappresentazioni più precise e spietate che si siano viste in questi anni di cosa significasse credere davvero nella musica come progetto di vita, non come hobby domenicale.

I Fiori Barocchi , con il  pulmino Volkswagen giallo canarino ricoperto di fiori spray, testimoniano  la certezza incrollabile che il rock, o più precisamente il progressive (Genesis, Banco, King Crimson, PFM,...) avrebbe cambiato il mondo, o per lo meno li avrebbe tolti dalla periferia. Andrea è il tastierista intellettuale, il lupo guardiano della banda, ma che nel profondo ha paura di tutto; Giò è il chitarrista ricciolone e inaffondabile ; Stefano, il Nero, è il bassista nichilista che porta sul viso e nel soprannome una storia personale troppo pesante per essere raccontata subito; e poi c'è Giampaolo, il batterista in sovrappeso, il cicciobombo che gli altri prendono per il culo con affetto costante, quello che sente la musica nell'aria come gli altri sentono il vento, quello che suona una batteria invisibile sospesa nel mezzo di una pineta maremmana e non sbaglia un colpo.

Il romanzo si muove su due linee temporali parallele: il viaggio verso Milano per il provino del 29    aprile 1979 e il 2008, quando una canzone finita per caso nella colonna sonora di un film li riporta a bussare alle porte di una casa discografica; e la voce narrante è quella di qualcuno che racconta in terza persona perché dice di essere diventato tutta la storia, tutti e quattro insieme. Chi sia esattamente, il lettore lo scopre senza fretta..... 

La scrittura è fluente e sicura ,  con una malizia ben calibrata e senza annegare nella nostalgia. Concerto per Opossum , infatti, non è un libro nostalgico, e questa è la sua qualità principale. La generazione dei Fiori Barocchi non viene celebrata né assolta: viene guardata con la stessa ironia affettuosa e impietosa con cui Giò guarda il batterista del suo gruppo da pub che non riesce a tenere il tempo sull'attacco di Stairway, con cui Stefano guarda il conto in banca, con cui Andrea guarda la sua vita accanto a Flora, professoressa di etnomusicologia, manifesti delle mondine in studio, Roland Barthes sul comodino del gatto, e capisce troppo tardi di essersi costruito una prigione molto ben arredata.

La vita, con la riscoperta quasi casuale del loro lavoro discografico,  ha dato a tutti un'occasione fuori tempo massimo, e la domanda è se si abbia ancora la lucidità - o l'incoscienza - di coglierla.

Chi firma questo romanzo, come già detto,  è uno che ha già sentito parlare di musica. Oltre il suo lavoro di sceneggiatore, Logli lavora con il Banco del Mutuo Soccorso da quando nel 1990 diresse il videoHey Joe, e con Ivan Graziani ha condiviso qualcosa di più intimo di un disco, ha scritto e diretto la tournée Segni d'amore, che per chi conosce Graziani vuol dire stare dentro il cuore pulsante di una certa idea italiana di canzone d'autore, quella che coniugava la provincia con la world music prima che la world music avesse quel nome. Da paroliere del Banco negli ultimi nove anni ha messo le parole su  molte musiche. E  la musica in queste pagine ha peso specifico, occupa spazio fisico, fa rumore. La musica qui è il linguaggio con cui si dice tutto il resto: il tempo che passa, le scelte che non si fanno, quello che  si sarebbe potuti essere. E la scoperta finale, che il genio era quello che sembrava il meno dotato del gruppo, è il tipo di cosa che terrà sveglio il lettore  cinque minuti dopo aver chiuso il libro, a ripensarci.

Paolo Logli è uno dei più affermati sceneggiatori italiani, vincitoredi due Biglietti d'Oro, premio assegnato dall'ANEC alle produzioni cinematografiche di maggiorsuccesso di pubblico. Al teatro ha ottenuto il Premio Persefone per la scrittura drammaturgica e ilPremio Per Voce Sola dell'Ente Teatrale Italiano per Dunque lei ha conosciuto Tenco, diretto daRenato Marengo. Dal 1990 collabora con il Banco del Mutuo Soccorso, di cui è paroliere ufficialedal 2017. Il rock progressivo non è lo sfondo di questo romanzo: è la sua lingua madre. Concerto per Opossum è disponibile in libreria e sulle principali piattaforme online.  Paolo Logli — sceneggiatore, autore, drammaturgo — ha firmato produzioni per il cinema e latelevisione italiana, diretto film-concerto e spettacoli teatrali, pubblicato romanzi e raccolte diracconti. È autore dei testi del Banco del Mutuo Soccorso. Vive e lavora a Roma.

"Prima di tutto, si sente la musica. Però è anche la prima cosa che si scorda, perché tutto intorno la vita brulica, e nessuno fa caso a un suono piccolo piccolo, indefinito, che si affaccia laggiù in fondo, in quella mattina di primavera: tempo d’aprile, qualche anno fa. Sa essere crudele, aprile, quale segreto scoprì in te il poeta? Sa illanguidirti il cuore, col suo ponentino… e ti fa re, quando senti le campane la domenica mattina, anche se oggi è giorno feriale. È l’alba, lungo le strade.  La gente brulica nel campo lungo, in quella luce indecisache precede il giorno fatto.E nell’aria c’è odore di anni 70. Forse perché siamo, negli anni 70 ". (da  Un concerto per Opossum)

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