Al Teatro delle Muse di Roma va in scena fino al 22 marzo lo spettacolo “Figlio di Famiglia”, commedia scritta e diretta da Geppi di Stasio, sul palco insieme a Roberta Sanzò , Patrizia Tapparelli, Giorgia Lepore Martinelli, e Antonio Lubrano. Al centro temi sociali importanti trattati con l'arma dell'ironia e del sorriso." Certi temi a noi piace trattarli con l'ironia perchè l'ironia è lo strumento con il quale si arriva prima al bersaglio...E ironia non significa affatto voler sminuire il problema..- sottolinea l'autore e regista.
Una Premiere, quella del 5 marzo, frizzante , sferzante e ricca di applausi. Una commedia - "Figlio di Famiglia", firmata Geppy di Stasio, direttore della compagnia stabile, divertente, paradossale, ironica ma che nasconde un problema reale : la difficoltà , o meglio l'impossibilità, considerando le leggi italiane, di adottare un bambino da parte dele coppie gay. Un tema che scotta, che cerca risposte e che con questa opera trova voce in teatro. " Perchè - come sottolineato dal regista e autore di Stasio- il teatro non è solo intrattenimento ma è anche Discussione e Confronto. Gli artisti, anche se con lo strumento della comicità, hanno il compito di smascherare certe dicrasie. E se lo fanno cercando di divertire, forse è anche meglio".
Ed è su questo nodo che gira , questa volta, l'intero spettacolo, reso vivace e spedito grazie all'ottima interpretazione dei protagonisti che esprimono il loro carattere, aspirazioni e difetti, pregiudizi, orizzonti aperti, visioni tradizionaliste e concetti ristretti di famiglia ( " un bambino ha bisogno di una madre e di un padre) .
Ma non solo di amore?
Al centro della commedia la ricerca affannosa di una soluzione che renderebbe felice una coppia di ragazze e anche i congiunti vicini. Ma la matassa si fa sempre più ingarbugliata , assai difficile da dipanare .... finchè non viene chiamato e coinvolto il pubblico stesso, non a non risolvere il caso teatrale, ma a esprimersi sul tema delle adozioni di coppie gay , con una piccola votazione, con piena libertà di esprimere la propria posizione . E volendo, anche con la possibilità di aprire un dibattito. Ed ecco che la commedia si stoppa per dare vita e voce alla realtà, alle contraddizioni legislative, alle discriminazioni. Obiettivo avere un termometro della percezione su questo tema: sensibilità, negazione, dubbi, apertura...
Regista e attori hanno voluto dare vita alla funzione sociale del teatro per scardinare rigidità , contraddizioni e discriminazioni del sistema. Un salto nel buio? Un happening sociale ? Forse. Ma il pubblico ha reagito positivamente all'interattività richiesta, ha votato, e il verdetto , per la sera della prima , ha visto visto vincere i Sì a favore delle adozioni Gay.
Ogni sera si creerà uno scenario diverso , la platea si scalderà e dirà la sua .E sicuramente il pubblico tornerà a casa divertito ma anche più informato. " Io sono etero- ha detto Geppy di Stasio a fine spettacolo- ma sono anche fondatore del gruppo Facebook " Etero per i diritti Gay " perchè penso che sia importante anche una voce esterna per sostenere una causa e una problematica legata in questo caso al mondo gay".
Un sostegno che, al di là delle leggi, tiene conto del cuore , della razionalità e della informazione. " In fondo l'oscurantismo è la prima forma di omofobia".
Ester Paparozzi Ippolito
Foto Elio Ippolito by Ballareviaggiando.it
Teatro Delle Muse , Roma
"Figlio di Famiglia"
Repliche fino al 22 marzo
autore e regista Geppy di Stasio
con
Roberta Sanzò , Patrizia Tapparelli, Giorgia Lepore Martinelli, e Antonio Lubrano


Il Ministero della Cultura, tramite la Direzione generale Spettacolo, ha assegnato i contributi destinati ai Progetti Speciali dell’ambito Danza per l’anno 2026 per un totale complessivo di 350 mila euro, a conclusione dell’istruttoria relativa alle 66 istanze presentate da organismi operanti su tutto il territorio nazionale.