A partire dal 20 novembre (ore 15,00), l'associazione Viento Flamenco di Trieste, presidente Lucia Tosto, propone un "Laboratorio di Flamenco Arabo", un ciclo di una lezione al mese, di domenica, per un totale di 8 incontri (2 ore cadauna) per apprendere movenze dalle radici lontane e suggestive.
L'associazione fornisce qualche nota storica per entrare in atmosfera e prepararsi ai passi. La musica classica andalusa nacque nel Califfato di Cordova (Al-Andalus) nel IX secolo. Il persiano Ziryab,che fu musicista di corte di Abd al-Rahman II a Cordova, ne è considerato il capostipite. Successivamente, il poeta, compositore e filosofo Ibn Bâjja di Saragozza, fuse insieme la musica di Ziryab con la musica classica occidentale dando vita ad un nuovo stile che si diffuse in Iberia ed in Nord Africa attraverso secoli di interscambi culturali. E fu così che i movimenti morbidi della danza mediorientale incontrarono la passionalità e la gestualità del flamenco, dando vita ad una fusione dei due stili, il flamenco arabo o zambra, che significa festa nel linguaggio arabo del Marocco. Questa danza,anche conosciuta come Zambra Mora, è un palos "poco frequentato" del flamenco, tipico dei gitani di Granada: si pensa che sia l'evoluzione di danze moresche anteriori. La zambra mora ha anche alcune similitudini con la danza del ventre ed è tipica delle cerimonie nuziali gitane. Fu proibita in Spagna per un certo periodo perchè ritenuta scandalosa ma è solo sensuale: si balla con i piedi nudi, con castañuelas tra le dita o con i cimbali, la blusa annodata sotto il busto e l'ampia gonna a doppia ruota in modo che possa fluttuare nell'aria.
La danza arabo - andalusa rimase pressochè isolata nel sud della Spagna fino agli
anno '50. A partire da quegli anni, iniziò in Egitto una rivalutazione delle danze
folcloristiche, sotto la spinta del governo. Fu in quel periodo che il famoso coreografo Mahmoud Reda iniziò un 'opera di recupero delle tradizione popolari, rendendo le danze popolari più "teatrali". Reda recuperò anche la tradizione del flamenco arabo creando lo stile Muwashahat , praticamente una rivisitazione delle danze arabo andaluse, con contaminazioni con la danza classica occidentale.
Per informazioni: 3287937109 e
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www.vientoflamenco.org


“Sport e inclusione: oltre ogni barriera” in primo piano a Genzano di Roma sabato 17 gennaio alle ore 10 nella sala Convegni dell’Istituto Salesiano Don Versiglia ( viale Giuseppe Mazzini 11). Organizzato dalle associazioni T.P.C. Tempo per Crescere Aps e In–Forma Lab Asd con il patrocinio del Comune di Genzano di Roma, CIP (Comitato Italiano Paralimpico), Sport E Salute e inSEGNIamo Aps , il convegno , aperto al pubblico, porta al centro lo sport ponendo l’accento sull’imprescindibilità dell’inclusione, a tutela del benessere e della salute dei soggetti con difficoltà psicomotorie.