Il Fado, genere musicale popolare nato sulle strade di Lisbona negli anni ’20 dell’Ottocento, è entrato a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO in seguito alla recente riunione a Bali del Comitato intergovernativo per la Salvaguardia del patrimonio Immateriale. Questa nomina premia lo sforzo congiunto di tutte le istituzioni portoghesi, con archivi e musei che hanno permesso la conservazione della storia del Fado negli ultimi due secoli.
La candidatura è stata supportata da tutti i centri culturali di tradizione "fadista" e dalle associazioni professionali che rappresentano i musicisti, gli autori e gli editori relativi al Fado, oltre che da decine di singole figure chiave. Notevole anche l’impegno dei ricercatori dentro e fuori le università, che si sono occupati di compilare le registrazioni storiche, preparare le ristampe, organizzare antologie di brani, testi e iconografie. Ci sono due generi diversi, il Fado di Lisbona, più conosciuto, e il Fado di Coimbra, nella regione centro Portogallo, più particolare e cantato da uomini.
Il Fado è strettamente legato alla storia della cultura portoghese e va ricordato che ai suoi inizi era una danza, il cui ritmo sembra sia giunto a Lisbona dal Brasile ai primi dell'ottocento nei locali malfamati per passare nei salotti borghesi agli inizi del novecento. Celebre rappresentante del Fado è stata Amalia Rodriguez ,e sua attuale erede è Ana Moura, recentemente in tour in Italia.
Il Comitato di Bali, nella stessa riunione, ha decretato l’ingresso di cinque nuovi elementi nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità: il rituale della coltivazione del riso Mibu no Hana Taue e la danza sacra Sada Shin Noh (Giappone), le pratiche culturali e le espressioni legate allo strumento del Balafon (Mali e Burkina Faso), la musica dei Mariachi, Messico.
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Dall’ 1 al 30 agosto Roma ospiterà le finali della "CSAIn International Dance Competition 2026". L'evento, organizzato dal comitato regionale C.S.A.In Lazio (Centri Sportivi Aziendali e Industriali) con il contributo della Regione Lazio, porterà nella Capitale le delegazioni di atleti qualificatisi durante le tappe eliminatorie svoltesi nell'ultimo anno in vari Paesi. L'appuntamento risponde alla vocazione del C.S.A.In, ente di promozione storicamente impegnato nello sviluppo dello sport.